Equinor ha ridotto il programma di elettrificazione per Troll, il più grande campo a gas della Norvegia. Secondo la valutazione della società, attenersi al piano originale avrebbe interrotto la produzione del campo nel momento sbagliato. L'annuncio segnala un cambio di rotta per un programma volto a convertire il modo in cui il campo viene alimentato.

L'elettrificazione della produzione offshore comporta generalmente la sostituzione delle turbine a gas sulle piattaforme con elettricità fornita dalla costa, tipicamente attraverso cavi sottomarini collegati alla rete onshore. Progetti di questo tipo vengono solitamente perseguiti per tagliare le emissioni create quando gli impianti generano la propria energia. Il lavoro incide profondamente sulla progettazione di una struttura, toccando la generazione di energia, la distribuzione e i sistemi che dipendono da esse.

Equinor ha inquadrato la decisione esclusivamente attorno alla produzione. La sua dichiarazione indica che l'operatore ha ritenuto l'interruzione legata alla conversione completa inaccettabile in termini di perdita di produzione, e ha scelto invece di adeguare il programma. La mossa suggerisce che la società abbia soppesato i benefici della conversione rispetto al valore di mantenere in funzione senza interruzioni un importante asset produttivo.

Per gli operatori, il caso sottolinea una tensione che deriva dall'aggiunta di misure di riduzione delle emissioni in grandi campi produttivi: le modifiche stesse possono mettere a rischio la produzione e, in un campo delle dimensioni di Troll, i volumi coinvolti sono sostanziali. Il compromesso evidenziato da Equinor è quello che ogni operatore che pianifica una conversione dell'energia dalla costa deve gestire, poiché tale lavoro tocca il cuore di un impianto di produzione. Per gli ingegneri che pianificano progetti simili, la decisione ricorda che i programmi di conversione devono essere costruiti attorno alle realtà produttive piuttosto che il contrario.

Fonte: Rigzone