L'Unione Europea sta valutando un rinvio del suo regolamento sul metano, la cui entrata in vigore è attualmente prevista per gennaio. Il commissario per l'Energia Dan Jorgensen ha dichiarato la scorsa settimana che il rinvio dell'attuazione della norma è all'esame. La prospettiva di un rinvio pone la politica sulle emissioni del blocco in diretta tensione con le preoccupazioni relative all'approvvigionamento di petrolio e gas.
La norma si è rivelata impopolare tra i grandi esportatori di energia. I rapporti indicano un'asimmetria nel potere contrattuale: tali esportatori hanno più opzioni tra gli acquirenti di quante l'UE ne abbia tra i fornitori. In quest'ottica, Bruxelles si trova di fronte a una scelta obbligata: riconsiderare la norma o accettare un ulteriore restringimento delle forniture di petrolio e gas. In effetti, le ambizioni normative dell'UE si scontrano con la sua dipendenza da fornitori esterni.
Un ritardo posticiperebbe il momento in cui il regolamento inizierebbe ad applicarsi agli scambi degli esportatori con l'UE, concedendo loro spazio negoziale finché la data di inizio rimane aperta. Per gli acquirenti e i trader in Europa, il dibattito aggiunge incertezza alla pianificazione dei termini di importazione. Fino a quando non verrà presa una decisione, la data di gennaio rimane il punto di riferimento per le aziende con consegne nell'UE.
L'episodio illustra una questione più ampia per l'industria: quanto rigorosamente possano essere applicate le norme sul metano quando i fornitori hanno alternative pronte altrove. Una decisione di rinvio segnalerebbe che le considerazioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti prevalgono attualmente sulla tabella di marcia originale del regolamento. Per gli operatori e gli acquirenti, l'effetto immediato è una continua incertezza sulla data di conformità. In ogni caso, l'esito determinerà il modo in cui gli esportatori e i decisori politici dell'UE gestiranno i requisiti relativi al metano nei rapporti futuri.
Fonte: Oilprice