I ricercatori dell'Università del Texas ad Austin hanno pubblicato uno studio che suggerisce che le acque reflue dell'industria petrolifera e del gas potrebbero essere utilizzate per raffreddare i data center di intelligenza artificiale. Il lavoro indica il Permian come fonte di tale acqua, collegando le acque reflue dei campi petroliferi ai requisiti di raffreddamento delle strutture informatiche. I ricercatori presentano l'approccio come un modo per i data center di approvvigionarsi di acqua in modo sostenibile in un momento in cui l'impronta delle risorse del settore è sotto esame.

Lo studio affronta una stretta sulle risorse che è cresciuta insieme all'AI. Gli hyperscaler stanno costruendo data center affamati di risorse a un ritmo che sta mettendo a dura prova le risorse idriche ed energetiche mondiali, e le proiezioni della domanda di queste risorse finite stanno aumentando più velocemente di quanto i decisori politici riescano a tenere il passo. Lo studio inquadra l'uso di acqua ed energia dei data center AI come enorme, e il raffreddamento è la domanda che esamina. Quel divario tra la domanda prevista e la pianificazione politica si trova al centro dell'argomentazione.

La proposta collega due questioni idriche che di solito vengono trattate separatamente. Gli operatori dei data center hanno bisogno di una fornitura d'acqua per il raffreddamento, mentre i produttori di petrolio e gas nel Permian generano acque reflue come parte ordinaria della produzione. Abbinare l'una all'altra, suggeriscono i ricercatori, potrebbe fornire alle strutture informatiche una fonte d'acqua sostenibile senza aumentare la pressione sulle risorse idriche ed energetiche.

Per l'industria petrolifera e del gas, i risultati suggeriscono un possibile nuovo collegamento tra la gestione delle acque reflue e l'espansione dell'infrastruttura digitale. Se l'approccio regge, le aree che generano acque reflue dei campi petroliferi potrebbero annoverare gli operatori dei data center tra gli utilizzatori di quell'acqua. Lo studio alimenta anche un dibattito più ampio sull'impronta idrica ed energetica dell'AI, che le attuali proiezioni della domanda suggeriscono stia superando la risposta politica.

Fonte: Oilprice