L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha dichiarato all'inizio di questa settimana, dopo essersi consultata con il G7, che rilascerà altri 100 milioni di barili di diesel, benzina e greggio. I barili aggiuntivi fanno parte di un piano annunciato a marzo per rilasciare 400 milioni di barili di petrolio in risposta alla stretta di Hormuz. La decisione estende una risposta di emergenza coordinata che si scontra ora con un vincolo pratico: lo stoccaggio si sta svuotando.

L'inclusione di diesel e benzina insieme al greggio significa che il rilascio va oltre le materie prime per le raffinerie, raggiungendo l'offerta di carburante finito. La consultazione con i governi del G7 ha preceduto l'annuncio, posizionando la mossa come un'azione intergovernativa coordinata piuttosto che un prelievo unilaterale. Il piano di marzo ha fissato il volume complessivo e la tranche appena annunciata rientra in tale conteggio.

La preoccupazione per lo stoccaggio si è acuita quando l'amministrazione statunitense ha iniziato a rilasciare petrolio dalla Strategic Petroleum Reserve. I rapporti successivi hanno citato esperti che avvertivano che il livello di petrolio nella SPR era già basso all'inizio del prelievo. Tali avvertimenti indicano lo stesso problema che affligge ora il più ampio programma di rilascio: le scorte disponibili per le vendite di emergenza si stanno esaurendo, lasciando inventari più sottili a supporto del mercato.

Per raffinatori, trader e operatori di impianti, il significato risiede nello scopo di queste riserve. Le scorte strategiche esistono per assorbire gli shock dell'offerta e ogni barile rilasciato riduce il cuscinetto disponibile per la prossima interruzione. Con gli esperti che già segnalano bassi livelli della SPR e lo svuotamento dello stoccaggio in tutto il programma di rilascio, l'avvertimento centrale del rapporto è che il proseguimento dei rilasci di emergenza rischia di drenare l'ultimo cuscinetto di offerta mondiale. La quantità di inventario utilizzabile rimanente determinerà le opzioni a disposizione dei governi al verificarsi del prossimo shock dell'offerta.

Fonte: Oilprice