Alcune delle più grandi case di trading petrolifero al mondo stanno chiedendo al governo degli Stati Uniti il permesso di rimettere in servizio petroliere sanzionate, poiché la carenza di navi disponibili spinge i costi di trasporto del petrolio a livelli insolitamente alti. Secondo un rapporto di Bloomberg pubblicato venerdì, che cita fonti informate sui fatti, i trader coinvolti sono Trafigura, Vitol, Mercuria e Abu Dhabi National Oil Co.
Le società stanno negoziando con i funzionari statunitensi licenze che consentirebbero loro di acquistare o noleggiare petroliere attualmente incluse nelle liste delle sanzioni USA. Le discussioni riguardano circa 50 navi soggette a sanzioni americane. Secondo quanto riferito, i funzionari del Tesoro starebbero valutando se concedere le approvazioni richieste.
Questa iniziativa riflette la pressione che la carenza di navi sta esercitando sul mercato fisico del petrolio. Con i costi di nolo che salgono a quelli che il rapporto descrive come livelli straordinari, i trader che movimentano grandi volumi di greggio e prodotti raffinati devono affrontare spese crescenti per ogni carico noleggiato. L'accesso a un pool aggiuntivo di circa 50 petroliere, se approvato, amplierebbe la flotta disponibile per queste società in un momento in cui la capacità di spedizione è limitata.
Per l'intero settore, l'esito dei colloqui potrebbe essere rilevante su due fronti. Noleggiatori e armatori osservano l'andamento dei tassi di nolo, poiché i costi di trasporto incidono direttamente sul prezzo del petrolio consegnato. Allo stesso tempo, il caso mette alla prova il modo in cui il Tesoro degli Stati Uniti bilancia l'applicazione delle sanzioni con le perturbazioni del mercato, e se le licenze possano essere concesse caso per caso senza minare il regime sanzionatorio più ampio.
Non è stata annunciata alcuna decisione e il rapporto indica solo che i funzionari stanno esaminando le richieste. Se le approvazioni venissero concesse, le navi sanzionate tornerebbero al servizio commerciale sotto il controllo dei titolari delle licenze; in caso di rifiuto, i trader continuerebbero a competere per la restante flotta libera, con tassi di nolo che probabilmente rimarranno elevati finché persisterà la carenza.
Fonte: Oilprice