Russell Hardy, amministratore delegato di Vitol Group, il più grande trader di petrolio indipendente al mondo, ha avvertito che i trasferimenti ship-to-ship (STS) nel Golfo di Oman sono fondamentali per mantenere il flusso di petrolio dal Medio Oriente. Intervenendo all'Energy Intelligence Forum di Londra questa settimana, Hardy ha descritto i trasferimenti come una linfa vitale sia per i produttori del Golfo che per il più ampio mercato petrolifero.
L'avvertimento di Hardy è stato diretto: se le operazioni STS dovessero interrompersi, entrerebbe in gioco uno scenario da 200 dollari al barile. "Senza di esse, si verificherebbe quello scenario da 200 dollari al barile, quindi è piuttosto importante che continuino", ha affermato. Le sue osservazioni sottolineano quanto il movimento di greggio dalla regione sia diventato dipendente da questi trasferimenti offshore, che consentono di combinare o dividere i carichi tra le navi in mare invece di affidarsi esclusivamente alle infrastrutture dei terminal.
Il capo di Vitol ha anche indicato lo stato delle scorte come motivo per cui il mercato ha poco margine di protezione contro le interruzioni. "Non ci sono più scorte da drenare in Occidente", ha osservato Hardy, suggerendo che le scorte detenute nei mercati occidentali non possono più essere ridotte per compensare le carenze di offerta. A suo avviso, ciò lascia il flusso fisico di barili mediorientali — e le operazioni STS che lo supportano — come un pilastro chiave dell'offerta globale.
Per i trader, i produttori e gli utilizzatori finali, i commenti del capo del più grande trader indipendente di greggio evidenziano il sottile margine tra le attuali condizioni di mercato e un contesto di prezzi nettamente più elevati. Con le scorte esaurite e le esportazioni del Golfo dipendenti dalla continua attività STS, qualsiasi interruzione di tali trasferimenti, secondo la valutazione di Hardy, metterebbe il petrolio su una rotta verso i 200 dollari al barile.
Fonte: Oilprice